IL CUORE NON SI VEDE di Chiara Valerio

Autore: Chiara Valerio

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 10 settembre 2019

Pagine: 160 p.

EAN: 9788806242220

 “Una mattina, dopo sogni inquieti, Andrea Di Leva si era svegliato nel suo letto, senza il cuore.

La sveglia suonava, la luce del giorno cresceva, i muri crepitavano di altri risvegli, su altri piani, sopra e sotto, ma lui e Laura continuavano a tenere gli occhi chiusi. Con le magliette di Harvard e senza mutande, si godevano la nudità sì, ma con le spalle coperte dei loro quarant’anni.”

 

Andrea Di leva, è un quarantenne grecista, studioso di mitologia, curioso e intelligente che, una mattina come tante, si risveglia senza cuore.

Non ha battito, nel petto c’è solo un enorme vuoto. Cosa è successo? Come mai è ancora vivo? E che significa non avere un cuore?

“Non amava svegliarsi e dover sbattere contro l’evidenza che qualsiasi relazione umana è, per la maggior parte del tempo, un improponibile baratto tra il terrore di restare soli e la gioia della condivisione, uno scambio iniquo tra il proprio tempo, che è il proprio modo di essere, e la natura umana, che è divederlo con gli altri.”

Col passare dei giorni anche i polmoni e il fegato non ci saranno più!

“Era stupito che nonostante gli organi mancanti avrebbe potuto avere una vita felice. E nel momento in cui pensava felice, si era reso conto che gli sarebbe bastato avere una vita. Una vita, senza aggettivi. Una vita e basta era più che sufficiente.”

Andrea fa ricorso alla sua amata mitologia, ma lì forse non ci sono risposte. I protagonisti delle storie epiche perdono gli organi e continuano a vivere come lui, ma questa è realtà, è la sua vita.

La costruzione stessa del romanzo, oltre alla trama, è di per sé particolare, non ci sono capitoli o punteggiatura per i dialoghi, delineando un quadro molto particolare che trae le sue origini nel flusso di coscienza.

E forse, è proprio per questo che “Il cuore non si vede” non è una lettura per tutti. Ad una trama originale e peculiare si aggiunge un contenuto che combina al letteratura, mitologia e introspezione. Il lettore è chiamato ad interrogarsi, a porsi egli stesso delle domande.

A parlare non è solo Andrea, ma di volta in volta le persone più care della sua vita, la compagna Laura, la pseudo-amante Carla, l’amica d’infanzia Angelica e la sorella Cristina, le donne che più ha amato e più l’hanno amato.

Ed è qui il nocciolo della questione.

“Se non si muore quando muoiono le persone amate, allora si può sopravvivere anche senza cuore.”

Ci sono diversi punti di vista, li leggiamo e li ascoltiamo tutti, provando a dare un senso alla storia di Andrea ed è forse la sorella che ci dà la soluzione.

“Ho pensato che Andrea non è morto perché ha intorno persone che fanno la funzione dei suoi organi, io per esempio penso di essere il suo fegato.”

Forse è questa la chiave di tutto, la risposta che sta cercando Andrea. Forse gli organi sono collegati ai sentimenti che crescono e si dissolvono in maniera del tutto involontaria, lasciando legami a volte vuoti, altri carichi di significato.

Il vuoto lasciato dal cuore è fortemente simbolico… Avete tutti presente come ci si sente svuotati quando una storia finisce, quando si perde la persona amata… Un vuoto che sembra incolmabile, il cuore che si sente lacerato, ma non si vede, nessuno lo vede! La vita continua immancabilmente a scorrere, nonostante tutto.

“Aveva inteso che la paura più grande fosse che le cose scompaiono senza motivo. E questo perché gli esseri umani sono incapaci di accettare che le cose scompaiano senza motivo. E spesso si affannano nello stabilire rapporti causali folli e ragionevoli, superstiziosi talvolta.”

Un romanzo che ci parla di amore in tutte le sue forme, ci mostra quanto a volte le relazioni possano essere sbilanciate, ma comunque solide; come uno stesso sentimento possa assumere significati differenti a seconda del punto di vista.

Un romanzo che ci invita a focalizzarci su tutti i nostri legami. Senza organi si sopravvive grazie ai legami che instauriamo con le altre persone. Chi sarebbe il nostro fegato? Chi i nostri polmoni? E il cuore?

“Perché in fondo uno l’amore lo prende dove e come lo trova.”

Citazioni tratte dal romanzo, pubblicate sui miei profili Facebook e Instagram 

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